Le api: operaie della biodiversità

15.11.2010, di Davide Conconi, presidente della Società Ticinese di Apicoltura

Sono un privilegiato. Infatti, dal terrazzo di casa mia posso godermi uno spettacolo straordinario. Comodamente seduto, mentre mi godo i raggi di un sole rigenerante, posso osservare l’andirivieni delle api che popolano il mio minuscolo apiario. Possiedo solo tre arnie! Solo poche arnie certo ma tantissime api che volano dall’alba al tramonto, incessantemente. Ma dove andranno tutte queste indaffarate bottinatrici? Basta fare due passi in giardino per capirlo. In primavera le trovo sui fiori di ciliegio e di pero corvino, in estate le trovo soprattutto sui fiori di prato come la centaurea. Poi arriva l’autunno e le mie api – e non solo le mie- si accalcano sui fiori dell’edera. E in pieno inverno? Le api che fanno? Dormono? Le api immerse nel torpore del glomere si attivano non appena la temperatura supera i quattordici gradi e riescono a volare sui pochi fiori presenti, come le prataiole o i primi fiori di salice.

Fanno un gran lavoro, le api,  per raccogliere nettare e polline in modo da soddisfare l’appetito di produttività dell’apicoltore. Pensate un’operaia bottinatrice visita in una giornata fino a 3'000 fiori. La sua colonia ne toccherà circa dodici milioni, durante lo stesso giorno. Per produrre un chilogrammo di miele la stessa colonia di api dovrà cumulare una distanza di volo pari a 150'000 chilometri.

Tutto questo lavoro in realtà non è al servizio dell’apicoltore bensì a quello della biodiversità. Le api, favorendo l’impollinazione incrociata, con il loro frenetico visitare i fiori, permettono alle specie vegetali di perpetuarsi nel tempo. Se abbiamo dei prati fioriti ricchi di specie, lo dobbiamo anche alle api  che volontariamente e non trasportano il seme della vita.

Le api sono minacciate, l’hanno scritto e detto tutti i media. Lo dicono anche gli esperti e gli apicoltori. Fortunatamente nel mio giardino ne vedo volare ancora parecchie. Ma per avere questo privilegio ho fatto alcune scelte. Scelte importanti per le api e per la biodiversità. Innanzitutto, il mio prato l’ho seminato con sementi adattate al nostro clima e ricche di specie locali. Poi nel piantare alberi e arbusti ho scelto quasi esclusivamente specie indigene. Ho evitato scrupolosamente di trasformare il mio giardino in un deserto verde per le api, fatto di prato all’inglese e siepe di thuja. Nel mio giardino non uso pesticidi di nessun genere, diffido particolarmente degli insetticidi, perché anche quelli in libera vendita nei supermercati contengono sostanze molto tossiche per le api.

Questi pochi consigli, facili da applicare, volevo condividerli con i proprietari d’immobili e giardini ma anche con gli uffici tecnici preposti alla gestione del verde pubblico. Preservare l’ambiente vitale dell’ape, significa preservare la biodiversità del nostro paese.

Commenti

Non ci sono commenti
vai all'inizio pagina